Accennat ridendo mores

“L’opposizione si prende il merito di una piazza che ho riempito anche io perche’ se non avessi detto quella cosa della polizia – che non ho detto! – neanche si sarebbe riempita la piazza”. Sabina “Berlusconi” Guzzanti Quella che avete appena letto e’ una frase talmente densa di significati e di riferimenti alla realta’ che non si sa se riderne o piangerne. Ed e’ questo lo stato d’animo che ha accompagnato gli amanti della satira al passaggio di Sabina Guzzanti ad Annozero, nei panni dell’imperatore della repubblica Silvio Berlusconi. Dopo 5 anni di assenza dai teleschermi, la magnifica Sabina ha l’occasione di riproporre al grande pubblico televisivo un pezzo di satira di livello, e non si smentisce: una performance brillante, piena di giochi, un’esibizione pregna di una satirica degna. E allora cosa c’e’ che non va? Niente, almeno in Sabina, geniale ed esplosiva. E’ la satira che non va. La satira in tv. Dieci minuti per prendere in giro Berlusconi, senza aver colpito. Perche’ non si puo’ colpire. In tv non si puo’ colpire, per sopravvivere. Anche Annozero soffre di questa sindrome, lo sappiamo. E’ una valvola un po’ piu’ aperta. Ammissione fatte anche dalla stessa Sabina, in una intervista a LaStampa: parlando del suo tour Vilipendio dice che sara’ uno “spettacolo molto piu’ duro di quello che si e’ potuto intuire ieri: certe cose non posso dirle neanche da Santoro”. Durante i tre interventi della Guzzanti si ride e si ascolta con interesse solo grazie al grande merito artistico di Sabina che non si lascia sfuggire nessuna delle feritoie a sua disposizione. Ma si sente che sono feritoie. Tutt’intorno si avvertono le mura della torre, la censura, “i bale’ddi”, ed e’ opprimente. Ci sarebbe piaciuto sapere cosa c’era in quei tagli di montaggio, se siano tutti tagli tecnici o no. Ci si dovrebbe incazzare per quei dieci minuti, altro che divertimento! Questa e’ una satira addomesticata, una satira dormiente, come -salvo rarissime perle- il nuovo Parlaconme della Dandini, afflitto dai pochi ascolti che la stessa Sabina spiega cosi’: “La gente vorrebbe satira vera. Il suo programma e’ fatto bene, ma dopo un giorno neanche lo ricordi piu’. In tv i comici sono inoffensivi, senza spessore. Chi piu’ chi meno, funzionali al regime” Altro che alimentare l’ansia! Dario Fo disse che la satira buona si riconosce dalla reazione che suscita. L’Italia si sta specializzando in satira che non suscita reazioni. Questa atmosfera e’ la mortificazione del libero pensiero. Una satira che ha l’obiettivo di placare gli animi e’ la sua rovina. E’ una satira che non libera, che non e’ libera. Che non ha senso.