Il Cardinal PioLaghi è spontaneamente desaparecido

Fra poco le intercettazioni telefoniche saranno ammesse solo per reati di mafia e terrorismo. Fra non molto i blog che criticano il governo saranno chiusi a norma di legge. Combinando questi due fatti, per continuare a fare satira dovro’ telefonare singolarmente a tutti i miei fans. Potete inviarmi il vostro numero all’indirizzo email in alto a destra. Se poi riceveste telefonate hard, e’ il mio pappagallo che ogni tanto mi ruba il cellulare. Ma cambiando argomento, ieri e’ morto il cardinale Pio Laghi. “E ‘sti cazzi?” Si’, infatti, ma non mi andava di continuare a parlare del mio pappagallo. (Tra l’altro l’8 gennaio e’ morta una mia zia, e la stampa di regime ha continuato la sua operazione di censura e manipolazione delle menti non pubblicandone la notizia.) Pio Laghi e’ stato un politico vaticano. Ripeto: “PO-LI-TI-CO” e “VA-TI-CA-NO”. (per scrupolo, andate a controllare il portafogli.) PioLaghi e’ diventato famoso durante il regime militare in Argentina, dove era Nunzio Apostolico del Vaticano. In pratica, quando dittatori come Videla e colleghi brindavano al massacro dei critici del regime, lui faceva arrivare da Roma le olivette per i cocktail. Subito dopo il golpe, PioLaghi tenne questo discorso in difesa dei dittatori: “Il Paese ha un’ideologia tradizionale e quando qualcuno pretende di imporre altre idee diverse ed estranee, la Nazione reagisce come un organismo, con anticorpi di fronte ai germi, e nasce cosi’ la violenza. I soldati adempiono il loro dovere primario di amare Dio e la Patria che si trova in pericolo. Non solo si puo’ parlare di invasione di stranieri, ma anche di invasione di idee che mettono a repentaglio i valori fondamentali. Questo provoca una situazione di emergenza e, in queste circostanze, si puo’ applicare il pensiero di san Tommaso d’Aquino, il quale insegna che in casi del genere l’amore per la Patria si equipara all’amore per Dio”. Beh, se io fossi un dittatore, come minimo gli avrei affidato la direzione del Foglio. Sempre mentre operai, studenti, intellettuali, sindacalisti, operatori umanitari e affini venivano rapiti, torturati, assassinati o gettati vivi nell’oceano durante i tristemente famosi “voli della morte”, PioLaghi passava le giornate giocando a tennis con Emilio Massera, uno dei dittatori argentini, celebrava le nozze del figlio e battezzava il nipote. Del resto, era un prete. Tra l’altro questo Massera con cui PioLaghi condivideva la passione del tennis e della tortura non solo fu il piu’ crudele repressore del dissenso al regime, ma era anche iscritto alla P2. Tutto torna, no? Quando fu denunciato dalle Madri di Plaza de Mayo, l’associazione delle madri dei desaparecidos argentini, si difese cosi’: “come potevo supporre che stavo trattando con dei mostri, capaci di buttare persone dagli aerei e altre atrocita’ simili? Mi si accusa di delitti spaventosi per omissione di aiuto e di denuncia, quando il mio unico peccato era l’ignoranza di cio’ che veramente capitava”. Se io fossi un dittatore, gli avrei affidato anche il TG4. E vabbe’, abbiamo conosciuto un’altro politico legato con chiesa, dittatura militare e massoneria. Che e’ morto ieri. Il mio augurio e’ che il Padreterno che si ritrovera’ davanti non ami affatto i suoi figli, e detesti piu’ di ogni altra cosa quelli che giocano a tennis. Amen. (nella foto in alto, un semplice tennista)