L’arte della commedia

Un atto di fede assoluta nell’arte del teatro. Sicuramente questo e’ l’aspetto piu’ importante della pie’ce “L’Arte della Commedia”, portata in scena dalla compagnia Attori e Tecnici al Teatro Vittoria. Una forte denuncia alle autorita’, alla considerazione di facciata al mondo del teatro, che secondo Eduardo ha una importantissima funzione sociale e per questo meriterebbe maggiore tutela. “L’Arte della Commedia” e’ infatti l’occasione di mettere a confronto le parti del dibattito, il teatro e le autorita’, impersonate rispettivamente da Oreste Campese, capocomico di una sventurata compagnia teatrale caduta in disgrazia, e il nuovo Prefetto di un piccolo paesino. Campese si reca in visita dal Prefetto per ricevere un aiuto, e da questo incontro nasce un dialogo ossequioso e provocatorio. Nel dialogo, Eduardo mette in bocca a Campese parole amare, che spiegano la drammatica situazione degli attori, degli autori, e di tutto il mondo teatrale nel nostro paese, specie dal punto di vista legislativo; il Prefetto si districa dalle considerazioni di Campese camuffando la sua indifferenza con eloquio allusivo e sfrontato. Quando Campese lo costringe a tirar giu’ la maschera, viene cacciato via dall’ufficio e decide di sferrare il suo attacco al Prefetto: avendo ricevuto per sbaglio l’elenco con tutti i prossimi appuntamenti della giornata, Campese promette al Prefetto che mandera’ i suoi attori al posto delle persone con cui dovra’ incontrarsi. Il Prefetto e il suo segretario saranno ossessionati da questa possibilita’ per tutto il secondo atto, dove a turno si presentano il medico, il curato, la maestra e il farmacista del paese, ognuno con la loro storia. I due ascolteranno storie amare, a tratti surreali, rosi dal dubbio di trovarsi di fronte persone vere o attori fingitori. Alla fine, col ritorno in scena di Campese, la lezione restera’ insoluta, e il dubbio chiude il sipario. L’Arte della Commedia porta con se’ una polemica che, per quanto rischi di sgraziarne l’atto scenico, e’ certamente dovuta e quantomai centrata, forse oggi piu’ che allora. Eduardo lamenta cio’ che anche oggi si lamenta, cioe’ che l’Italia sembra non abbia imparato dalla Storia quale importante funzione sociale abbia la cultura. La messinscena della compagnia Attori e Tecnici, per la regia di Stefano Messina, rispecchia comunque la leggerezza e il piglio del testo originale, risultando piacevole e a tratti toccante. Gli attori sono tutti molto bravi, i tempi delle gag non sempre sono perfetti ma si sente il sapore di quella comicita’ vecchio stile che era propria degli spettacoli di Eduardo. Se ogni tanto si sente la fatica, cio’ dipende fortemente dall’importanza del testo che seppur ottimamente sostenuto dagli attori, specie nel primo atto e’ intriso di frasi che puntano molto a spiegare, piu’ che a scivolare. Il supporto della regia fa il resto, con accorgimenti minimi ma molto efficaci, come i giochi di ombre sul fondo che fanno apparire e sparire le figure come ricordi o idee di sensazioni opache, Gli amanti del teatro non potranno che godere di questa encomiabile rappresentazione. TEATRO VITTORIA dal 20 Gennaio al 12 Febbraio L’ARTE DELLA COMMEDIA di Eduardo De Filippo con Stefano Altieri, Renato Scarpa, Carlo Lizzani, Massimiliano Franciosa, Roberto Della Casa, Annalisa Favetti, Riccardo Cascadan, Michele Lella, Ludovica Rosenfeld scene Alessandro Chiti costumi Isabella Rizza musiche Pino Cangialosi regia Stefano Messina