Ascesa e Rovina della città di Mahagonny

“Ascesa e rovina della citta’ di Mahagonny” e’ una delle ingegnosissime creazioni di teatro politico di Bertolt Brecht, un’opera teatrale musicale nata dalla collaborazione tra Brecht e il musicista Kurt Weill. Fino al 22 Febbraio al teatro Vascello si puo’ assistere alla rivisitazione e messa in scena dell’opera a cura della compagnia TSI La Fabbrica dell’Attore e il Centro Internazionale La Cometa, per la regia di Lisa Ferlazzo Natoli. L’opera originale si apre con un autocarro fermo in mezzo al deserto, accanto al quale un trio di malviventi inseguiti dalla polizia discutono il da farsi; Moses, Willy il procuratore e la vedova Begbick, mente del gruppo, che decide di smettere di scappare e di fondare una citta’-trappola(“Netzestadt”) che si chiamera’ Mahagonny e servira’ da rete per attirare incauti pesci da tutto il mondo. Si crea cosi’ un luogo al di fuori di qualunque contesto identificabile, in cui Brecht drammatizza gli oggetti della sua denuncia senza ricondurli a riferimenti facilmente riconoscibili. La citta’-trappola e’ un luogo che per ammissione degli stessi fondatori puo’ reggersi soltanto grazie alle malignita’ e ai piu’ bassi sentimenti dell’uomo, una citta’ che dovra’ attirare incauti pesci promettendo la felicita’ a portata di mano. La voce della nuova citta’ si diffonde rapidamente, tra i primi ad arrivare un gruppo di prostitute in cerca di uomini con le tasche gonfie, e quattro tagliaboschi reduci da sette inverni di duro lavoro e con i sudati compensi pronti per essere scialaquati. La comunita’ formatasi sembra felice, ma piu’ passa il tempo e piu’ Paul Ackermann, uno dei tagliaboschi, inizia a mostrarsi insofferente alla vita senza guizzi di Mahagonny, il suo desiderio di anarchia lo porta a compiere gesti che scuotono la comunita’. Arriva la notizia di un uragano che sta per abbattersi sulla costa, e l’angoscia provocata negli abitanti di Mahagonny permette a Paul di perorare maggiormente la sua causa: nessuna regola, l’uragano non ne ha. Nonostante l’uragano aggiri la citta’ senza provocare danni, ormai tutti sono convinti ad abbandonarsi agli eccessi piu’ sfrenati. Quattro eventi chiave descrivono la decadenza morale della societa’: uno dei tagliaboschi si ingozza di cibo fino a morire, gli uomini vengono spinti dalla Begbick al sesso con le ragazze compiacenti, un altro dei tagliaboschi muore per un violentissimo KO in un duello con Moses, e Paul offre da bere a tutti in una serata di goliardia, ma non potendo pagare il conto viene condannato a morte per mancanza di denaro, “il massimo dei delitti che possano darsi sulla terra”. La morte di Paul e’ il primo sintomo di una rovina totale che accompagnera’ gli abitanti di Mahagonny, e l’immagine degli abitanti che nella citta’ in fiamme manifestano deliranti “per lo schifo imperituro” e’ il quadro con cui l’opera si chiude. La messa in scena di Lisa Ferlazzo Natoli e’ un ottima rivisitazione del testo, interessante per piu’ aspetti: apprezzabile la non attualizzazione, l’ambiente scenico e’ inquadrato al secolo scorso e non ad un mondo contemporaneo in cui comunque i temi trattati sarebbero stati centrati. Tenersi invece lontani dalla realta’ aiuta a “decontestualizzare” e “poetizzare”, cosi’ da poter meglio leggere i personaggi in chiave universale. Altro buon lavoro e’ la coralita’ della scena, per tutta la durata dello spettacolo i 15 attori sono sul palco e talvolta anche fuori, e in ogni scena la loro presenza serve ora da supporto musicale, ora da sfondo evocativo, ora da controscena corale. Ogni personaggio e’ caratterizzato a livelli differenti, partendo da Paul Ackerman, probabilmente il piu’ realistico, all’elegantissimo ed efficacissimo grottesco della vedova Bagbick, all’interessante elemento del brillante cantastorie, che introduce i quadri dello schema brechtiano recitando le didascalie del testo. Lo spettacolo e’ pieno di elementi interessanti che spesso lo spettatore viene attirato piu’ dai controscena che dalla scena portante, ogni personaggio ha una vita propria che in alcuni casi brilla forse piu’ in secondo piano che non in primo. Gli oggetti di scena sono sospesi nel vuoto e vengono calati e riappesi a seconda delle necessita’, contribuendo ancora di piu’ allo svuotamento spazio temporale del dramma in atto, esule da ogni contesto perche’ cittadino di un solo universo, quello umano. “Ascesa e rovina della citta’ di Mahagonny” di B.BRECHT con TSI Fabbrica dell’attore e Centro Internazionale La cometa regia Lisa Ferlazzo Natoli dal 6 al 22 Febbraio al Teatro Vascello