I compromessi Sposi

Ci si aspettava di piu’. Da un lavoro portato in teatro, con un cast di tutto rispetto, un buon equilibrio tra attori esperti e giovani talenti, cio’ che resta e’ un po’ di amarezza. Non per lo spettacolo tale, quanto per le sue intenzioni. Se l’aspettativa infatti e’ quella di un lavoro teatrale ispirato al celebre romanzo manzoniano che ne inventi e risalti i lati comici e magari grotteschi, assistiamo invece ad uno show quasi senza pretese, una sorta di villaggio vacanze “a tema” in cui la comicita’ e’ affidata a gag da cortile, agli equivoci dialettali, alle battute di un attore che non interpreta un personaggio ma indossa una parrucca; il ritmo e il movimento sono classicamente regolati da stacchetti musicali, da balletti riempitivi, dai cosiddetti “centoni”, adattamenti di canzonette all’italiana (usati sin dai ’60 col Quartetto Cetra, e poi il Bagaglino, il Trio, la Premiata Ditta, ecc.) Non certo deprecabile, questo no, ma gia’ visto e un po’ vecchio, insomma; persino il mescolare letteratura classica, commedia napoletana e attualita’ potrebbe essere fatto meno “alla volemose bene” (come peraltro apertamente dichiarato nel finale). Sfuggendo, comunque, questa nuvola densa di rammarico, nulla si puo’ davvero rimproverare agli attori, praticamente tutti bravi nei loro ruoli, ne’ al Buccirosso autore e regista visto che, se vogliamo, cio’ che si deve certamente riconoscere ad una formula cosi’ tanto navigata e’ il suo scontato successo popolare. Il pubblico ride e applaude la storia il cui vero protagonista e’ Don Rodrigo, usuraio partenopeo emigrato al Nord con i suoi due scagnozzi per tentare di risollevare le sue finanze; Don Abbondio, Perpetua, Agnese sono tutti indebitati con lui e percio’ costretti a cedere alle sue minacce per il possesso di Lucia. Don Rodrigo stesso pero’ e’ a sua volta in debito con l’Innominato, unico personaggio che lo sottomette, e per ripagarlo gli cede i suoi due scagnozzi. Resta comunque Don Rodrigo il protagonista assoluto, e lo dimostrera’ addirittura irrompendo a sorpresa durante la celebrazione delle nozze finali, morente di peste ma con la forza di cantare la sua morale. A tratti il personaggio di Renzo sembra piu’ che altro la spalla di Lucia, che invece gode di una certa personalita’ e di qualche tormentone comico; in ogni caso Renzo e Lucia nella storia hanno un ruolo quasi secondario, pur se discretamente luminosi nei loro momenti di presenza. Tutti gli altri personaggi sono soltanto sfiorati dalle figure che nella storia rivestono altri ruoli, quali personaggi inventati, narratori, cantanti e ballerini. Il primo atto e’ probabilmente migliore del secondo, poiche’ la creazione della premessa per la fuga di Renzo e Lucia e’ molto dettagliata e arricchita, al contrario del secondo atto dove, a parte il rapimento di Lucia e il pentimento dell’Innominato, il resto della storia originale viene piuttosto liquidato. I COMPROMESSI SPOSI di e con CARLO BUCCIROSSO e GRAZIELLA MARINA TEATRO SALA UMBERTO Dal 24 marzo al 5 aprile Prezzi da 30,00 a 14,50 euro