Voci nel deserto

“Siamo in un paese senza memoria: il che equivale a dire senza storia. L’Italia rimuove il suo passato prossimo, lo perde nell’oblio televisivo, ne tiene solo i ricordi, i frammenti che potrebbero farle comodo con le sue contorsioni, le sue conversioni.” Queste parole nascono piu’ di trent’anni fa, dalla penna di Pier Paolo Pasolini. Lui come tanti, tantissimi intellettuali che si sono interrogati sui grandi temi della societa’ civile:la liberta’, il diritto, la politica, la coscienza, la comunicazione, fino ai nostri media e all’onnipotente televisione. Parole a volte recenti a volte millenarie, ma quantomai esatte e attuali, e la dimostrazione di quanto abbiano ragione e’ che quando le sentiamo ne restiamo folgorati. Voci nel Deserto e’ un appuntamento proprio con questa folgore, quella della memoria. “Frammenti di liberta’ di pensiero”, cosi’ si presenta lo spettacolo nato da un’idea di Marco Melloni, e che insieme a tanti attori affermati o non ancora, navigati o al primo palco, fa rivivere le parole di intellettuali, artisti, politici, scienziati e pensatori di ogni genere: Pasolini, Ennio Flaiano, Primo Levi, Giorgio Gaber, Piero Calamandrei, Giuseppe Prezzolini, Enzo Biagi, Antonio Fogazzaro, Alexis de Tocqueville, George Orwell, e tanti altri ancora. E’ un viaggio dell’ascolto, da seguire anche a occhi chiusi, facendosi attraversare dal suono di tante labbra che ci giungono all’orecchio per solleticare e affondare lo stomaco. Lo spettacolo e’ semplice, e per questo bello ed efficace. Gli attori, uno alla volta, si affacciano su diversi pulpiti disposti dal palco a fin dietro le spalle del pubblico. Armati solo delle loro voci afflatano di vita il pensiero libero, citando ogni volta la mente che l’ha pronunciato e, quello che lascia piu’ di tutto a bocca aperta, la data della pronuncia. Di tanto in tanto, tra una voce e l’altra, intervengono musica, frammenti sonori presi dalla realta’ dei nostri giorni(dall’Editto Bulgaro alle liti di Sgarbi), note di vecchie canzoni e stralci di commedia trash, il tutto mixato da DjTuppi, che mescola ogni cosa nel suo capiente calderone sonoro per tirarne fuori pozioni magiche ironiche e memorabili. Voci nel Deserto ha esordito il 27 Febbraio nel quartire storico della Garbatella presso LaStrada, uno dei trenta Centri Sociali romani che sostengono la sperimentazione culturale alternativa, quella estranea alla cultura di massa e istituzionalizzata; da allora si ripete ogni ultimo Venerdi’ del mese, in particolare, ad Aprile si e’ replicato anche il Sabato 25, occasione tra le migliori per dissetare la memoria. Le prime voci che gli hanno dato vita sono state quelle di: Barbara Abbondanza, Celeste Brancato, Claudio Castrogiovanni, Giorgio Cingan, Caterina Corsi, Carlotta Piraino, Ugo Dighero, Michele di Girolamo, Federico di Stasio, Francesco Foti, Marco Fratini, Gianantonio Martinoni, Fabio Privitera e Claudia Scarpa; a loro se ne sono aggiunte altre in seguito, e la squadra di “volontari teatrali” che porta avanti il progetto oggi e’ piu’ che raddoppiata. Oltre all’appuntamento teatrale, talvolta potrebbe capitarvi di incontrare le stesse voci per strada, nelle piazze, davanti alle fermate della metro, nei pressi dei palazzi del potere, che raccontano ai passanti quello che nessuno e’ piu’ abituato a sentire. “Finche’ non la si impara, la storia si ripete.”, si legge sul sito www.vocineldeserto.it, “Per questo, oggi piu’ che mai, diventa importante recuperare la memoria di chi ci ha preceduto ed e’ riuscito a leggere, negli eventi della sua epoca, cio’ che noi stiamo vivendo solo ora” Voci Nel Deserto e’ un appuntamento gratuito, il cui scopo e’ quello di diffondere, di far conoscere, di tenere vivo il fuoco della storia, un progetto che “si alimenta dell’impegno e della generosita’ di attori e pubblico, per una volta complici nel tenere aperto questo varco spazio-temporale tra passato e futuro.”