Ammorire ammazzati

Inizio la distribuzione di perle settimanale rendendovi edotti su quanto mi sia diventato difficile seguire l’attualità, da quando ho regolarizzato le mie quattro badanti svedesi.
Passo le nottate gettando spazzatura sui pavimenti del mio loft, e passo le giornate osservandole lucidarli con dedizione, dove per dedizione intendo scollature e trasparenze di perizoma.

Potete capire come il procedere inesorabile della dittatura passi nettamente in secondo piano.

Qualcuno pensa che il nano sia ormai a pochi metri dal tombino aperto, ma io non mi sento così ottimista. In realtà non vorrei mai vivere in un’Italia che è stata salvata da Gabriel Garko.
(Gabriel Garko. Prendete un cucchiaio e fatelo cadere a terra: quello è Gabriel Garko che recita.)

Inoltre, per un autore satirico non è piacevole parlare male del governo di questi tempi, ti fa sentire simile ad un vescovo.

Ma troverò la forza di scrivere, non posso tradire la fiducia delle migliaia di lettori che ogni giorno riempiono la mia casella email di frasi di Brunetta.
(Brunetta. Non tollera che la prima sinistra che passa voglia fare il colpo di stato, quando c’è gente che ci lavora ininterrottamente da anni. Eppure lo ringrazio, devo il titolo di questo articolo alle sue dichiarazioni, ottime in tempi di guerra).

Attentato a Kabul, muoiono 6 italiani e 15 civili.
In segno di lutto, il mio pupazzo di LaRussa impalato con un bastoncino da spiedini, stamattina verrà impalato a mezz’asta.

Si è riaperto il dibattito sui termini della nostra partecipazione alla guerra afgana.
Fatte le interviste, si è richiuso.

L’amministratore delegato della Chiesa s.p.a., il sig. Papa, ha espresso “profondo dolore” per la morte dei soldati che “operano per promuovere la pace” e ha rinnovato il suo “incoraggiamento alla promozione della solidarietà tra le nazioni per contrastare la logica della violenza e della morte, favorire la giustizia, la riconciliazione, la pace e sostenere lo sviluppo tra i popoli”.
Anche il mio catechista lo avrebbe mandato affanculo.
(Già, ho avuto un catechista. Da piccolo ho subìto l’educazione voluta dai miei genitori, prima degli 11 anni non ero ancora in grado di schivare le pantofole di mia madre.)

Tornando a quel che resta dell’Italia, non c’è molto di interessante.
La manifestazione sulla libertà di stampa è stata rinviata, ma sembra di no a giudicare dagli effetti: non è successo niente.

Buona…sì, certo, come no.

(nella foto in alto, paradisi afghani)

PS
“Milano, aggredita la Santanché che stava manifestando contro l’uso del burqa davanti al teatro Ciak”.
Perché? Che cos’ha contro le donne che portano il burqa davanti al teatro Ciak?