Stralci di pedofobia

(pubblicato su Fuorilemura.com il 07/06/2010)

Mentre la futura colonia Cinese che ci ostiniamo a chiamare Europa si distrae dalla sua prossima bancarotta coi mondiali in SudAfrica, c’è un nutrito schieramento di villani conservatori che si ostina a dare risalto alla pedofilia clericale.
Evidentemente questi signori non hanno mai avuto un figlio che gioca ai mondiali.

Ciò che rende patetica ogni loro esibizione di sdegno è il fatto che nel 2010 vorrebbero farci ancora credere che il mondo del clero sia tempestato di maniaci vestiti come Don Camillo che a un certo punto chiudono la porta della sagrestia, si girano verso un bimbetto dai grandi occhi lucidi e impauriti, si fregano le mani sogghignando e poi stacco sul crocifisso appeso alla parete.

Nella realtà dei fatti, certi costumi conservano un’immagine ancora vecchia e pregiudizievole nella mentalità comune(come quando si vede una ragazza bianca con un ragazzo nero), mentre invece si sono evoluti e normalizzati all’interno delle società civili.

A Bologna un prete di 69 anni ha denunciato un ragazzo che lo ricattava con il video dei loro rapporti sessuali, avvenuti con il consenso del ragazzo.
Ripeto: ragazzo si finge gerontofilo per estorcere denaro ad un chierico decrepito.

Sociologicamente si tratta di una perversione relazionale diametricalmente opposta a quella ostentata dai media, cioè del minore vittima e dell’anziano prete infoiato.
Questa opposizione totale di costumi ci induce a pensare che lo stereotipo di relazione tra prelati e minori debba aver percorso anche i passaggi intermedi nella storia recente: dai preti molestatori al primo prete sinceramente innamorato di un minore;
il primo minore che ricambia, le prime coppie clandestine, il primo tentativo di fuga in altra città, il primo bambino che presenta Don Fulgenzio ai genitori, e via dicendo.

Solamente quando il fenomeno di relazione stabile tra un minore e un prete è culturalmente acquisito dalla società, un ragazzo di 17 anni può concepire una finta relazione sentimentale con implicazioni sessuali al fine di estorsione ai danni di un 69enne, sinceramente innamorato del giovane e molto devoto ai sentimenti – non sarebbe un prete – e quindi vittima ideale di uno spregiudicato delinquentello dei nostri giorni.

A coloro che si stanno chiedendo se non la stia buttando troppo in caciorba, la risposta è: certo che sì.
E se coloro si stanno chiedendo il perché, la risposta è: per onorare il monito del mio grande maestro zen (una matita che si tiene dritta in equilibrio sulla scrivania dal 1987), che un giorno mi disse: «Qualunque sia la tua certezza, c’è sempre un posto nel mondo dove la tua certezza diventa una stronzata.»