Intervistismi #2

(pubblicato su Fuorilemura.com il 27/09/2010)

Per la serie Intervistismi, continuiamo a sgrillettarci tra di noi frequentatori del genere di comicità su cui Elio e Anna Tatangelo non sarebbero d’accordo. Stavolta è la volta di Adrien J. Vaindoit, che si chiama così pur non essendo un equilibrista francese.




Noi ci fingiamo interessati mentre tu ci fai una breve presentazione di te (età, lavoro, stratagemmi per tenerti lontano dalla droga pesante, ecc) e poi del tuo ruolo all’interno dello staff di ComedySubs.org

Ho 24 anni, studio montaggio a Roma e ho appreso l’inglese per via di una mia personale crociata contro il doppiaggio che mi condurrà presto alla morte. Con tenacia e dedizione sono arrivato a vedermi tutte e 6 le stagioni di Dawson’s Creek in lingua originale tra lo sconcerto dei miei conoscenti più prossimi. Forse era meglio dedicarmi alla droga pesante.
Giungo nel mondo della traduzione per caso ai tempi del liceo, con versioni di latino rese apocrife dall’inserimento tra i protagonisti del mio compagno di banco (che finiva invariabilmente stuprato dagli eserciti col benestare degli dèi). Dopo la tragica scomparsa del Bambino Kinder, entrai in un periodo buio e mi dedicai esclusivamente alla traduzione degli ingredienti dei biscotti. Destino volle che, però, capitassi sul sito del Re Rosso: gli inviai una mia traduzione di uno show di George Carlin e da lì nacque l’idillio. Ogni quando mi gira gli invio una mia traduzione o correggo quelle dei nostri schiavi.
Nella fase di revisione si accendono sempre tra noi aspri dibattiti: se qui “porco cazzo” sarebbe meglio di “porca puttana”, se lì “scroto rinsecchito” renderebbe di più di “palle raggrinzite”, o sulla sottile linea che, nell’adattamento, separa “pisello” da “uccello”.

Diatribe interessanti senza ombra di dubbio. Spero tu ti renda conto che appena 24 anni non dovresti essere così emancipato, sei una specie di sovversivo secondo i criteri di Bondi. Come hai conosciuto il mondo dello StandUp Comedy?
Ho seguito il normale cursus honorum che parte dalle barzellette della Settimana Enigmistica e arriva a Bill Hicks. Non so perchè, ma è una materia che fin da fanciullo mi ha sempre affascinato, forse per il fatto che una sola parola può far crollare interi castelli di carte.

Beh siamo in Italia,un normale cursus honorem in realtà conduce a Cacioppo! Comici italiani che ti piacciono?
Il libro che ho riletto più volte è “Parola di Giobbe” di Covatta, un vero classico. Poi i miei numi tutelari italiani sono: Monicelli e la commedia italiana fino ai 70s, Stefano Tamburini, Pietro Aretino, l’opera omnia del Luttazzi pre-scandalo, la serie Boris, Tony Tammaro, Maccio Capatonda, Immanuel Casto e il mio amico Tommaso Dell’Anna.
Non condivido, comunque, i sottotesti, da sempre in voga, del tipo “questa è l’Italia”, “povera Italia”, etc: è quello che mi terrà ben lontano dalle prossime 10 splendide edizioni del No Berlusconi Day. Penso che negli USA e ovunque nel mondo ci sia la stessa proporzione di gente che apprezza un certo tipo di cose più ricercate rispetto ad altre. Ma d’altronde qui siamo in Italia, no?

Bel novero di nomi, essere fan di Pietro Aretino e Maccio Capatonda non è da tutti, complimenti sinceri. Approfondiamo il secondo punto della tua risposta: neanche io condivido sottotesti generici sul paese alla deriva, ma parlando specificamente di comicità, e soprattutto mercato della comicità, non trovi anche tu che l’Italia sia “un pochino particolare” rispetto al panorama StandUp che conosci?
Se è per questo anche in musica non siamo quasi mai riusciti ad andare oltre la canzone melodica. Perchè? Riguardo lo standup, di certo non ho le conoscenze per spiegare le ragioni per cui in Italia non prolifera, magari storicamente qui i cittadini sono abituati a sottostare a chi governa, mentre negli USA è il contrario. Però non ci scordiamo che lo stesso Hicks negli Stati Uniti era un signor nessuno e si esibiva nei teatrini di periferia. In ogni caso, i comici italiani non hanno più scuse: da quando c’è ComedySubs hanno a portata di mano tanti maestri da cui imparare.

Neutrale funky, mi piace:) Deviamo. ComedySubs è recentemente diventato traduttore ufficiale di Emo Philips per l’Italia. Cosa si prova? Che valore date a questa cosa? La usate per rimorchiare?
Considerata la sfiga che portiamo, fossi in Emo mi preoccuperei. Comunque grazie a ComedySubs ho conosciuto un sacco di bruttoni sudati con gli occhiali, è un privilegio non da poco.

Quindi sono loro che hanno usato Comedysubs per rimorchiare te,sono soddisfazioni! Vedo che sei comunque molto sobrio e pacifico nelle risposte. Vuoi fare una critica o una polemica a caso?
Non ti ho detto che è tutto una merda perchè era quello che volevi sentirti dire, ma fondamentalmente lo penso, da buon hater: provo un certo odio nei confronti della gente, in particolare delle persone.

Hai progetti per il tuo futuro che possano interessare a qualcuno?
Credo che a chi ci sta leggendo non interessi nemmeno il mio presente, in ogni caso nei miei progetti è prevista la conquista del mondo, nel frattempo che penso a come, godetevi gli spettacoli che traduciamo su ComedySubs.

E’ la risposta che mi aspettavo, grazie!
Ringrazio io te e Roberto Ragone per aver creduto nelle mie facoltà traduttive! La cosa bella per noi di CS è essere stati accolti dalla cerchia dei comici e trattati come tali (anzi, come delle autorità), pur essendo solo dei messaggeri. Ma chi sono io per avere qualcosa in contrario?

E chi siamo noi per darti torto?