Torna Grazia Scuccimarra con Noi, le ragazze degli anni ’60


Stanno tornando gli anni ’60. Ritorna in auge la musica di allora, tra i giovani iniziano ad affiorare richiami alla moda dell’epoca, il mito dei ’60 sembra vivere una nuova vita nei nostri giorni. Eppure, non esiste mito che sia tale senza qualcuno che faccia di tutto per smitizzarlo.
E in qualità di irriverente esperta del settore, non c’è nessuno meglio di Grazia Scuccimara, straordinaria attrice comica pre-settantenne con l’energia e il linguaggio di una venticinquenne brillante e divertente, che torna al Teatro dei Satiri con lo spettacolo Noi, le ragazze degli anni ’60, che proprio quest’anno festeggia i 30 anni di repliche.

Assistere a uno spettacolo della Scuccimarra è sempre un’emozione particolare, l’attrice nonché autrice di venticinque spettacoli di successo dal ’79 a oggi è una comica di gran classe, maestra di intrattenimento teatrale, dotata di gran cultura, buon gusto e una linguistica fortemente contrastante con la sua immagine: immaginate di conversare con una distinta professoressa di lettere in pensione, che esprime concetti profondi e sofisticati, masticando sintassi di qualità ripiena di turpiloquio esilarante e liberatorio. Come un’insegnante che tiene lezione più sboccata degli stessi studenti.

Disinibita, sardonica e senza peli sulla lingua, in Noi, le ragazze degli anni ’60 la Scuccimarra si rivolge principalmente ai ragazzi, pur con la complicità del suo folto pubblico che la segue da trent’anni, e proprio davanti ai giovani esibisce tutta la sua capacità dissacratoria e autoironica. Basti pensare che la sua performance inizia e finisce nel posto più indicato in cui una ragazza degli anni ’60 potrebbe trovarsi oggi: un baule.
E lì dentro con lei si trovano molti degli oggetti che daranno spunto all’attrice per parlare dei suoi ridicoli e romantici anni ’60. Per esempio i lenzuoli dell’epoca che, piegati e legati con una corda attorno alla vita sotto gli abiti, assolvevano maldestramente la funzione di assorbenti, con evidente disagio delle innocenti e sfortunate ragazze alle prese con gli inconvenienti generazionali. E poi ancor gli appariscenti e impraticabili vestiti da ballo per andare alle feste, le canzoni d’amore piene di malinconia e pudore, l’invidia per le donne “grandi firme” («le stronze di via Frattina», come le chiama sul palco), l’imbarazzante rapporto con l’altro sesso: tutto viene deriso e rivestito di un manto nuovo, meno romanzato e molto più umano.
Nonostante la Scuccimarra non risparmi niente e nessuno, e spinga il suo racconto fino alle questioni dell’aborto, della separazione, del femminismo e dell’autocoscienza della donna, tutto è trattato con la leggerezza e l’ironia che la contraddistingue, e che riesce costantemente efficace e incisiva. La parola e i gesti colpiscono con precisione tutti i nervi scoperti, come un fioretto che fa ridere al tocco.
Uno spettacolo per tutti, ottimo per i più grandi che vivranno i ricordi del loro passato, e consigliatissimo ai giovani che potranno apprezzare una buona lezione di storia contemporanea, un linguaggio teatrale “compare”, e una chiave di osservazione della vita e della quotidianità che ha fatto e ancora oggi fa scuola.

Noi le ragazze degli anni ’60
Di e con: Grazia Scuccimarra
Musiche di: Grazia Scuccimarra
Arrangiamenti: Pino Cangialosi
Luci: Angelo Adriani
Dal 22 gennaio al 17 febbraio 2013
Dal martedì al sabato alle 21, domenica alle 18
Teatro dei Satiri
Via di Grottapinta, 18 (Largo Argentina) – Roma