BLOG: L'autogestione serve a scopà


Se il vostro professore di matematica a un certo punto vi avesse detto: "Ragazzi, vi lascio in pace, fino alla fine dell'anno io starò qui solo a leggermi il giornale e a vendervi il fumo", quante volte vi sareste venuti nei pantaloni?
E quanti nanosecondi sarebbero trascorsi prima di rivendervi i libri di matematica per raccattare i soldi per il fumo?



E se qualcuno avesse timidamente alzato la manina sussurrando "Io veramente vorrei studiare", quante matite in culo si sarebbe ritrovato  senza neanche il tempo di contare le sillabe che compongono "sec-chio-ne-di-mer-da"?

Questo è quello che succede in questo paese ogni volta che chiude un teatro. O un cinema. O uno spazio atto a diffondere cultura.



Al vostro prof non frega un cazzo di voi, a voistessi non frega un cazzo di voimedesimi, la maggior parte della classe preferisce uno che gli venda il fumo e non gli cachi il cazzo.
E' maggioranza. E' democrazia.

I secchioni? Di solito piagnucolano. Se nati negli anni '90, si aprono un blog depresso. Con migliaia di lettori.
Se sono più intraprendenti, socializzano con altri secchioni sui forum, fanno una comunità di D&D, si divertono tra loro e campano di illusioni ludiche.

E' quello che succede da noi con tutto ciò che non sia soubrettìde, donmatteico, fattoquotidiante o cinepanettoso. 
Chi vende e chi compra fumo, giustamente, fuma. Si diverte fino a sbriciolarsi e va bene così. E' maggioranza. E' democrazia.
Chi voleva studiare si isola nel suo mondo, frequentato solo da chi voleva studiare, ignorato dai compagni di classe e dai prof,
e si racconta favole mentre pian piano si estingue.

Artisti italiani, siete estinti, sappiatelo.
E ve lo dico con la morte nel cuore.
E le matite nel culo.