PAROLACCE PRIDE

Gli spettacoli dal vivo, prima di essere veramente pronti, hanno bisogno di un periodo di "rodaggio", ossia una piccola serie di repliche durante le quali si possono fare dei test, modificare alcuni passaggi, improvvisare in scena alla ricerca del guizzo, e altro.

È importante perché vedi il tuo lavoro migliorare giorno per giorno grazie a delle persone vere, che siedono davanti a te e giocano con te.
Non è un pubblico statistico, non sono "visualizzazioni", sono persone, siete persone, in carne ed ossa.

A me piace chiacchierare con il pubblico a fine serata, e sto notando con piacere che moltissimi, alla fine di questo nuovo spettacolo, "CONTIENE PAROLACCE", mi dicono:
-"Beh, in effetti ci sono molte parolacce, ma non è mai volgare, proprio mai!"


Questo è il miglior complimento per me, dimostra la tesi di partenza: non è il linguaggio che fa la volgarità, sono i contenuti mediocri.

Eppure, la nostra società perbenista ancora non lo capisce: sapete che molti organi di stampa si rifiutano di pubblicare il comunicato perché il titolo "CONTIENE PAROLACCE" infastidisce, fa storcere il naso??

Il che mi convince sempre di più che c'è ancora bisogno di fare una battaglia culturale per la libertà del linguaggio.

Le parolacce sono ancora un tabù: il comico satirico deve combattere il tabù rigirandolo, mettendolo in mutande, e facendogli il percussionista sulle chiappe per far ballare la gente.